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Ri-cercare l'uomo - incontro
del 15 gennaio 2012 - commento di Gabriella M. - FEG
Assunta
Al primo incontro di ieri alla Cappella Pandolfini
sul tema RI-CERCARE L'UOMO hanno partecipato 40
persone: giovani e tante persone che non
conoscevamo. Tutto si e' svolto nella piu' grande
semplicita' e liberta' di parola e tutti insieme
abbiamo condiviso alcune testimonianze. Mi
auguro che questo primo incontro sia l'inizio per
ricercare insieme la presenza di Dio e una Sua
risposta che non sempre capiamo.
Anche io voglio dire un grazie di cuore ai promotori
di questa iniziativa: Suor Sara, Carmela, Sabrina,
Francesca e Danilo."
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Ri-cercare l'uomo - incontro
del 15 gennaio 2012 - commento di Rosaria - FEG Assunta
L'incontro di ieri alla Badia Fiorentina è stato una
bella novità- sorpresa. Il tema ri-cercare l'uomo ha
attirato molte persone "nuove" che con entusiasmo e
in piena libertà hanno cominciato a confrontarsi.
Dico cominciato perché questo è solo l'inizio di un
cammino.
Ho constatato quanto sia la sete della ricerca e
quanto importante possa diventare questa iniziativa.
Grazie ai promotori, Suor Sara,
Carmela, Sabrina, Marta e ai cari amici Francesca e
Danilo. "
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Ri-cercare l'uomo - incontro
del 15 gennaio 2012 - commento di Maria C.- FEG Assunta
Il primo incontro avvenuto alla Cappella Pandolfini sul
tema RI-CERCARE L'UOMO ha messo in evidenza l'opportunita'
di questo tipo di incontri aperti a tutti con
atteggiamento di grande accoglienza per ogniuno.
Ho notato che ci sono state diverse testimonianze dalle
quali emergeva la sete di Dio, ma anche la ricerca di
risposte che non sempre possiamo trovare.
Maria
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Riportiamo il libretto
liturgico della veglia, che si è tenuta alla Chiesa di
San Carlo, a cui hanno partecipato le nostre Fraternità
- il libretto è stato creato dai rappresentanti dei
quattro gruppi partecipanti, tutti associati al Settore
Spiritualità della Consulta delle Aggregazioni laicali
della Diocesi -
posto l'11
giugno 2011
UNITI IN PREGHIERA IN
ATTESA DELLA PENTECOSTE
GIOVEDI 9 GIUGNO 2011
CHIESA DI SAN CARLO
Comunità dei Figli di Dio
Comunità per la Meditazione Cristiana
Fraternità Evangeliche di Gerusalemme.
“Dallo Spirito avrete vita
nuova”
“Yarim Gitti” (canto della
tradizione cristiana orientale): “Mio Bene Amato …. la
samaritana accoglie l’acqua della Vita”
Primo lettore
Da “Fuoco e cenere al vento” di Pedro Casaldàliga
Al Vento del suo Spirito che soffia ove vuole, libero e liberatore, vincitore della Legge, del Peccato e della Morte.
al Vento del suo Spirito che alloggiò nel cuore e nel ventre di una cittadina di Nazaret.
Al Vento del suo Spirito che si impadronì di Gesù per invitarlo ad annunciare la Buona Notizia ai poveri e la libertà ai prigionieri
Al Vento del suo Spirito che si portò via, nella Pentecoste, i pregiudizi, gli interessi e la paura degli Apostoli e spalancò le porte del cenacolo,
perché la comunità dei seguaci di Gesù fosse sempre aperta al mondo e libera nella sua parola e coerente nella sua testimonianza e invincibile nella sua speranza.
Al Vento del suo Spirito che si porta via sempre le nuove paure della Chiesa e brucia in essa ogni potere che non sia servizio fraterno
e la purifica con la povertà e con il Martirio.
ESPOSIZIONE DEL SANTISSIMO
- Canto: “Vieni, vieni Spirito d'Amore”
Vieni, vieni, Spirito d'amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace,
a suggerir le cose che Lui
ha detto a noi.
Noi ti invochiamo, Spirito di
Cristo,
vieni tu dentro di noi.
Cambia i nostri occhi,
fa’ che noi vediamo
la bontá di Dio per noi.
Vieni, vieni...
Insegnaci a sperare, insegnaci ad
amare,
insegnaci a lodare Iddio.
Insegnaci a pregare, insegnaci la
via,
insegnaci tu l'unitá.
Vieni, vieni...
Secondo lettore
(1Re 19,4-13)
dal primo Libro dei Re
4Egli
s'inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a
sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse:
"Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non
sono migliore dei miei padri". 5Si
coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un
angelo lo toccò e gli disse: "Àlzati, mangia!".
6Egli guardò e vide
vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre
roventi, e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi di
nuovo si coricò. 7Tornò
per la seconda volta l'angelo del Signore, lo toccò e
gli disse: "Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te
il cammino". 8Si alzò,
mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per
quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio,
l'Oreb.
9Là
entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco
gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini:
"Che cosa fai qui, Elia?". 10Egli
rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli
eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua
alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di
spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano
di togliermi la vita". 11Gli
disse: "Esci e férmati sul monte alla presenza del
Signore". Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento
impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le
rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel
vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non
era nel terremoto.
12
Dopo il terremoto, un
fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco,
il sussurro di una brezza leggera.
13Come l'udì, Elia si coprì il volto con
il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna.
Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: "Che cosa
fai qui, Elia?".
Silenzio
Terzo lettore
dal “Libro di Vita delle Fraternità Monastiche di Gerusalemme”, al capitolo “Obbedienza”
Obbedisci al Padre, perché il Padre stesso ti ama.
Obbedisci al Figlio, perché è causa di salvezza per coloro che gli obbediscono: sei stato santificato dallo Spirito per obbedire a Gesù Cristo.
Obbedisci allo Spirito rendendoti docile alla sua voce, perché Dio dona lo Spirito Santo a quelli che si sottomettono a Lui, per portarli, mediante la sua guida, alla piena verità e alla vera
fecondità.
Con l’obbedienza a Dio, entrerai nella beatitudine trinitaria e gusterai la pace.
- Canto: “Vivi in me” (I-401)
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-23)
19
La sera di quel
giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le
porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore
dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro:
"Pace a voi!".
20
Detto questo, mostrò loro le
mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il
Signore. 21Gesù disse
loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me,
anche io mando voi".
22
Detto questo, soffiò e disse
loro: "Ricevete lo Spirito Santo.
23A coloro a cui perdonerete i peccati,
saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non
saranno perdonati".
Riflessione di Padre Giovanni Roncari
Silenzio
Canto: “Jesus dulcis memoria” di Bernardo di Chiaravalle (XII secolo)
Quarto lettore
Da “Il mistero cristiano nell’anno liturgico” di Don Divo Barsotti
Con lo Spirito Santo che è disceso in noi e si è donato a noi, è la Trinità divina che ha preso dimora nei nostri cuori. Ma è nello Spirito di Dio che ci è stato donato, che noi
veramente siamo uniti a Dio, in quel medesimo Spirito che consuma l’Unità stessa della vita divina.
E’ nel dono dello Spirito che si compie veramente l’unione perché non si compie l’unione senza un reciproco e personale rapporto, e come lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio,
così nel Cristo l’umanità lo riceve e nel Cristo anche lo spira.
E il Figlio allora ci fa partecipare a quell’Amore immenso per il quale Egli eternamente ritorna e si getta nel seno del Padre.
Silenzio
- Canto: Inno di Esortazione
Quinto lettore
(Rom 8,14-23)
Dalla Lettera ai Romani
14Infatti
tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio,
questi sono figli di Dio.
15
E voi non avete ricevuto uno
spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete
ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo
del quale gridiamo: "Abbà! Padre!".
16Lo Spirito stesso, insieme al nostro
spirito, attesta che siamo figli di Dio.
17E se siamo figli,
siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per
partecipare anche alla sua gloria.
18
Ritengo infatti che
le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili
alla gloria futura che sarà rivelata in noi. 19L'ardente
aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la
rivelazione dei figli di Dio.
20
La creazione infatti
è stata sottoposta alla caducità - non per sua volontà,
ma per volontà di colui che l'ha sottoposta - nella
speranza 21che anche la stessa creazione sarà
liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare
nella libertà della gloria dei figli di Dio. 22Sappiamo
infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le
doglie del parto fino ad oggi.
23
Non solo, ma anche
noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo
interiormente aspettando l'adozione a figli, la
redenzione del nostro corpo.
Silenzio
Sesto lettore
Da “La nuova innocenza. Innocenza cosciente” di Raimon Panikkar
Se credi nello Spirito, dimenticalo! Non metterlo davanti, non farne un oggetto, non oggettivarlo, non fare teologia dello spirito; lascialo indietro, che soffi, che spinga, che ti ispiri
– lui te, non tu lui, dicendogli dove deve ispirarti o portarti. Lo Spirito richiede vele per riceverlo e un timoniere attento, ma non tollera piloti. Soffia quando gli va, dove vuole e come gli pare.
Silenzio
Settimo lettore
dal Canone del Messale Liturgico: Orazione tratta dalla Messa della Veglia di Pentecoste
O Dio Creatore e Padre, infondi in noi il tuo alito di vita; lo Spirito che si librava sugli abissi delle origini torni a spirare nelle nostre menti e nei nostri cuori, come spirerà alla fine
dei tempi, per ridestare i nostri corpi alla vita senza fine
Canto: Adoramus Te Domine (Taizè)
Oh, oh, oh,
adoramus te, Domine. Oh, oh, oh, adoramus te, Domine.
Oh, oh, oh, adoramus te, Domine. Oh, oh, oh, adoramus
te, Domine.
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L’incontro con l’Opera di San
Procolo -
Badia fiorentina, cappella
Pandolfini -
di Stefania FEG
Assunta -
posto il 21 feb.2011
Domenica 6 febbraio alcuni membri delle Fraternità
Evangeliche di Gerusalemme, hanno incontrato alcune
delle persone che fanno parte dell'Opera di S.
Procolo, realtà di carità che opera da tanti anni
alla Badia Fiorentina.
Quest'incontro è stato proposto da Giuseppina della
F.E.G. Immacolata che già da tempo sentiva questa
chiamata a promuovere una conoscenza fra le nostre
due realtà operanti nello stesso ambiente fisico,
anche se con caratteristiche diverse.
Personalmente ho
sempre avuto una convinzione che la venuta a Firenze
delle Fraternità Monastiche di Gerusalemme fosse
opera non solo del Cardinal Piovanelli, ma di una
chiamata del "Professore", anche se ciò si è
concretizzato dieci anni dopo la sua morte. Il
rapporto particolarissimo che ha sempre avuto con
monaci e monache, la sua spiritualità, non poteva
che far si che accanto alla Messa di San Procolo che
riuniva e riunisce tante persone bisognose accanto a
generose persone che se ne fanno carico, trovasse
posto una realtà che potesse farsi carico della fame
di spiritualità, di preghiera, di adorazione, di
presenza eucaristica che è presente nella nostra
città, anche se spesso misconosciuta. Queste due
realtà mi ricordano tanto il "Professore" che le
univa entrambe in sè.
Ci siamo ritrovati a casa di Marta per preparare una
scaletta sulle cose da dire; la preoccupazione del
come e cosa dire era presente. Come sempre lo
Spirito Santo spariglia ogni cosa. Infatti quando
nel pomeriggio di domenica ci siamo ritrovati, la
prima cosa di cui ci siamo rallegrati è stato il
numero dei presenti da ambo le parti.
Abbiamo invocato lo
Spirito Santo e come sempre Lui ha risposto!
Infatti l'incontro si è sviluppato in maniera
diversa da quanto programmato. Ognuno di noi ha
potuto presentarsi, testimoniare come aveva
incontrato la realtà di Gerusalemme, perché si
sentiva chiamato lì e non altrove, cosa trovava che
lo chiamava ad esserci ecc. Allo stesso modo i
membri dell'Opera di San Procolo ci hanno fatto
conoscere la loro realtà, le loro gioie e
difficoltà, la loro storia.
Abbiamo incontrato
delle "belle persone", concretamente fattivi,
positivi. L'incontro si è svolto in un clima di
fraterna amicizia, di serena cordialità come se ci
fossimo sempre conosciuti e incontrati. Ringraziamo
il Signore (e Giuseppina che ci ha sollecitato)!
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L’incontro con l’Opera di San
Procolo -
Badia fiorentina, cappella
Pandolfini -
6 febbraio 2011
- di Giuseppina FEG
Immacolata
Dopo tanto tempo che se ne parlava, qualche domenica fa,
nel pomeriggio, un gruppo delle nostre fraternità
evangeliche si è incontrata nella cappella Pandolfini
con molti amici dell’Opera di San Procolo.
Da più di dieci anni ci incontravamo sulla porta della
chiesa: loro uscivano dalla Messa, la “Messa dei
poveri”, e noi entravamo per la Santa Messa celebrata
più tardi, alle 11, dai monaci di Gerusalemme.
Da sempre conoscevo alcuni membri di San Procolo:
Alfredo e Gabriella, amici dei miei genitori prima che
ancora nascessi; la Gioietta, mia collega, insegnante di
religione all’Istituto Caterina dei Medici; la Lori,
incontrata alla Badia ……
Anche Carmela conosceva molti di loro fin da giovane,
amica della Fioretta Mazzei, che del gruppo è stata la
guida per tanti anni, dopo la morte del Professor La
Pira…. ed anche le nostre fraternità fin dall’inizio
avevano avuto un legame attraverso Emilio Gonzi e la
Pina, che avevano passato la vita con il Professore, ma
che, dall’arrivo dei monaci, si erano uniti alla
spiritualità di Gerusalemme.
Da tempo con Carmela c’interrogavamo su queste presenze;
da tempo ci sentivamo come interpellate…..
Da chi? da che cosa?? Le parole di Gesù stesso!!! ”che
tutti siano una cosa sola (..) così il mondo crederà”
(Gv.17,21).
L’amicizia tra cristiani è certo la prima testimonianza
del Suo Amore! E poi il Professore così aperto
all’accoglienza, all’amicizia, che aveva da sempre
sognato la Badia come “casa di preghiera della comunità
di S.Procolo!”
Fin da quando sono arrivata a pregare in Badia, nel
Duemila, attirata dalla spiritualità e dalla liturgia
dei monaci di Gerusalemme, ero rimasta colpita dalla
strana compresenza di questa altissima spiritualità
monastica e dalla grande opera di carità della “Messa
dei poveri”.
Si può parlare di casualità?
Fin da subito i monaci avevano stabilito con San Procolo
una condivisione liturgica: a Natale e a Pasqua;
oltre a celebrare saltuariamente la loro Messa, quando a
loro mancava o manca un sacerdote!
Ecco quindi,dopo tanti anni, non solo io e Carmela, ma
anche altri amici delle fraternità evangeliche, i laici
di Gerusalemme, hanno desiderato quest’incontro!
Ed il Signore ci ha fatti incontrare e conoscere!
In sincerità, da entrambe le parti, eravamo un po’con il
fiato sospeso: che cosa accadrà? che cosa ci diremo?
Qualche settimana prima mi ero preoccupata di riunirci
per preparare questo incontro ed ero un po’ in ansia:
per questo avevo chiesto a Marta la sua disponibilità
per incontrarci a casa sua e condividere con chi lo
volesse una specie di presentazione delle nostre
fraternità, delle nostre attività.
Davvero anche questa volta il Signore ci ha stupito e ci
ha lasciati ammutoliti! Anche questa volta ho fatto
esperienza di quanta poca fede è nel mio cuore!
Dopo esserci sistemati nella Cappella Pandolfini,
eravamo circa una trentina (un numero insperato!),
Carmela ha salutato tutti, ha espresso la sua
contentezza per l’evento ed ha brevemente ricordato lo
spirito di fratellanza e semplicità cristiana al tempo
della Fioretta e di La Pira.
Dopo aver preso la parola, ho descritto brevemente le
nostre fraternità e accennato alle nostre attività,
pensando di leggere in un secondo momento le lunghe
riflessioni che avevamo preparato “ a tavolino”,dopo
attente meditazioni ed anche preghiere….
Invece, in modo meraviglioso e “miracoloso”, in modo
naturale e spontaneo, ogni membro delle fraternità
evangeliche si è presentato ed ha raccontato
familiarmente il suo incontro con Gerusalemme: Maria,
Marta, Riccarda, Gabriella, Andrea, Carla…… tutti con un
po’ di emozione e commozione… esprimendo anche il
desiderio di conoscere la storia di San Procolo….
Terminata la presentazione-testimonianza delle nostre
fraternità ha preso la parola Alfredo, il più anziano di
San Procolo, ed ha rievocato i suoi primi passi in Badia
negli anni Cinquanta, l’incontro con La Pira,con i
poveri.. il significato che il Professore ha voluto dare
a questa Messa, come era nata, come è miracolosamente
continuata e come ancora il Signore provveda a
mantenerla…
Poi,ad uno ad uno, tutti gli altri si sono presentati ed
hanno testimoniato la loro esperienza: Vittorio, la
Gioietta, la Lori,Gabriella fino ad Anna, una delle più
anziane che, definendosi una “dell’ultima ora”, si è
commossa ricordando la chiamata, in tarda età,c he il
Signore le ha rivolto proprio lì in Badia!
Il foglio che avevo preparato, mi è rimasto tra le mani:
inutile, inappropriato …….
Si è creato un clima particolare di fraternità e di
gioia razionalmente inspiegabile: in fondo che cos’era
stato? perché tanta gioia? com’è che un incontro che si
era presentato a noi un po’ difficile ed imprevedibile
si era risolto in un modo così bello, ricco di
partecipazione umana e di sentita fratellanza?
Un’Altra Presenza ci ha unito e guidato! Un’Altra
Presenza ha suscitato i nostri desideri di pregare
ancora insieme!
Lo Spirito del Signore ha ispirato i nostri interventi,
ha infiammato i nostri cuori!
Grazie Signore!
Tu fai bene tutte le cose!
giuseppina
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Pellegrinaggio
in Terra Santa 24 aprile - 5 maggio 2010-05 Spunti e
ricordi... - di Giuseppina (FEG Immacolata)
E’ per
dono del Signore che quest’anno è stato possibile un
memorabile pellegrinaggio in Terra Santa guidato dal
nostro caro padre Antoine, adesso priore a Montreal, e
dalla cara suor Rosalba, nostra priora a Firenze.
E’ stato
il primo pellegrinaggio delle fraternità monastiche in
italiano, formato solo da un piccolo gruppo di laici,
poco più di quaranta, membri delle fraternità di
Firenze, di Pistoia, ma anche da molti amici,
simpatizzanti delle comunità dei monaci.
Il
pellegrinaggio è stato pensato come un percorso “sui
passi dei patriarchi e dei profeti, dei saggi e
dei Salmisti, e di tutti coloro che hanno atteso la
venuta del Messia; come un incontro con Gesù, un andare
sui suoi passi ed un canto alla gloria del Padre”. Per
questo abbiamo trascorso i primi giorni meditando alcuni
passi dell’Antico Testamento nel deserto del Neguev (da
Abramo a Isacco, Giacobbe, Mosè, David, al Cantico dei
Cantici fino alla predicazione di Giovanni Battista
(discesa del Wadi Kelt nel deserto di Giuda) per poi
fermarsi a Betlemme e a Gerusalemme per fare memoria
della nascita di Gesù, della Sua Passione, morte e
resurrezione e poi risalire a nord verso la Galilea sul
Monte delle Beatitudini, a Cafarnao (la chiamata degli
Apostoli, il primato di Pietro) fino al Monte Ermon
(Trasfigurazione) e a Nazareth.
All’inizio
del nostro pellegrinaggio padre Antoine ci ha fatto
riflettere su quella che sarebbe stata la nostra
esperienza: “voi siete pellegrini; sapete la differenza
tra il turista ed il pellegrino? Il turista va a vedere
un luogo, cerca qualcosa che ha studiato,l etto o che si
aspetta;i l pellegrino si lascia trovare dal Signore!”
Ricordo
che a queste parole sono rimasta in una condizione
sospesa nel cuore e nella mente: mi è sempre piaciuto
fare la turista ed, insegnando storia dell’arte, sono
andata spesso a vedere opere d’arte, luoghi storici con
grande curiosità ed interesse...
Alla fine
dei dodici giorni ho capito appieno l’affermazione di
padre Antoine......
Sono stati
giorni in cui l’ascolto e la meditazione della parola
nei luoghi in cui questa si è incarnata, ed inoltre la
testimonianza delle nostre care guide, di come ci hanno
fatto rivivere la Parola stessa, di come si sono offerti
a noi, pellegrini, in modo sempre accogliente, gioioso,
paziente soprattutto nelle occasioni più
impreviste,tutto questo ha donato al nostro stare
insieme un’atmosfera carica di Spirito Santo!
Tutti noi
ci siamo lasciati impregnare dalla grazia della Parola,
dalla storia e dalla bellezza dei luoghi, dalla
testimonianza di servizio dei nostri monaci; mi viene da
ricordare Geremia pensando di essere stati come
“sedotti” dalla chiamata del Signore, dal Suo amore; mi
sono risuonate le parole sulle prime comunità dei
cristiani”..erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento
degli apostoli e nell’unione fraterna,nella frazione del
pane e nelle preghiere...”(At.2,42).
Non mi è
possibile fare un riassunto di ciò che abbiamo
vissuto....una frase mi è rimasta particolarmente nel
cuore e mi piace ricordare: “Volete essere felici?”
Queste, le
ultime parole di una mirabile catechesi che padre
Antoine ci ha fatto sul discorso della montagna nella
cripta sul Monte delle Beatitudini.
Vogliamo
essere felici? Certo,questa è la nostra aspirazione, il
nostro profondo desiderio...
siamo
chiamati alla beatitudine,cioè al compimento della
persona nella gioia.
Ma come?
spiegando “Beati i poveri in spirito...”(Mt.5,3),
ricordo alcune frasi di fr. Antoine: “..La nostra
pienezza viene da Dio,la felicità va accolta da Dio:
Gesù viene dal Padre;
Gesù porta
il respiro di Dio che è perdersi e lasciarsi colmare
d’amore.
Gesù
c’invita a divenire poveri in spirito:Gesù riceve tutto
e dona tutto.
La povertà
non si oppone alla felicità!
Lasciarci
abbracciare da Dio, permettere a Gesù di spogliarci di
tutto...., acconsentire ad essere povero in tutto e solo
per Sua grazia!..tutte le altre beatitudini sono armonie
della prima!...”
Ascoltare
da padre Antoine la lettura appassionata e meditata
sulle beatitudini e sugli altri passi biblici, vedere e
sentire come lui stesso ama e serve la Parola, sentirci
intimamente interpellati nel come vivere la nostra
chiamata, la condivisione quotidiana dell’Eucarestia,
fulcro della nostra esperienza di cristiani, tutto
questo ci ha condotto in uno stato spirituale di
piena apertura del cuore tale da assaporare quel
centuplo di cui parla il Vangelo!
Si, siamo
stati felici e lo saremo sempre al seguito del Signore!
Quali
immagini mi sono rimaste nel profondo del cuore?:
- la Santa
Messa dentro la grotta del Santo Sepolcro alle sei del
mattino,soli.......per grazia di Dio......;
- il
monastero di S.Giorgio di Cosiba, solitario nel mezzo
del deserto assolato ad un ora di cammino da Gerico
dove ci hanno accolto, per grazia del Signore, i padri
ortodossi e ci hanno mostrato la preziosa chiesa ricca
di storia,di icone e reliquie...;
- i
paesaggi sterminati del deserto,i wadi
paurosi..........;
-l e rocce
lunari ed orride intorno al Mar Morto...;
- la dolce
testimonianza della priora della comunità benedettina a
Betlemme dell’Emmanuel sulla condizione difficile creata
dal muro di divisione con Gerusalemme....;
- la
dolcezza delle sorgenti di Ein Gedi, la bellezza del
lago di Tiberiade, il silenzio incantato e profondo
della messa a Tabga...
Per me è
stata la prima volta del viaggio in Terra Santa:lo avevo
desiderato da anni....
Un dono
insperato aver ottenuto facilmente il permesso dal
Dirigente Scolastico e le condizioni favorevoli in
famiglia....
Un dono
insperato aver gustato il centuplo, la pienezza del
cuore, il desiderio di essere operai del Signore...
aver
ridetto un’altra volta “si” al Signore!
A gloria
di Dio!Amen
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Domenica con Dio a
Pistoia - di Giuseppina (FEG Immacolata) - 7 febbraio
2010
Già da molti anni, la terza Domenica con Dio
programmata nel corso dell’anno dai nostri
responsabili, viene trascorsa con gli amici della
Fraternità apostolica di Pistoia, guidata da padre
Giordano e dai monaci di Gerusalemme.
Per questo,domenica scorsa 7 febbraio 2010, ci siamo
ritrovati nella chiesa di San Paolo a condividere la
giornata con loro nella preghiera e nella meditazione
della Parola.
E’ davvero un dono
grande poter mantenere nel tempo questa amicizia e
questa unità nella preghiera!
Le nostre
fraternità di laici,n ella diversità del cammino,
riconoscono nella preghiera di intercessione e lode
nella città proposto dal nostro fondatore Pierre-Marie,
lo stesso tipo di vocazione e quindi è una grande gioia
ritrovarsi e condividere attraverso le meditazioni,
le risonanze,le preghiere fraternamente scambiate
nell’adorazione eucaristica, la gioia dell’Amore che il
Signore ci dona e che desideriamo partecipare al nostro
prossimo.
Essersi ritrovati
anche quest’anno con Manola, Gabriella, Alda, Laura ed
altri amici che abbiamo conosciuto all’inizio di un
cammino di un piccolo gruppo di laici e vedere che è
diventato molto più numeroso, come più numeroso è il
gruppo dei fratelli monaci che lo sostiene, ci ha fatto
sussultare il cuore di gioia e meraviglia per quanto
opera il Signore ........aver rinnovato l’esperienza di
preghiera condivisa in modo intimo e
profondo nell’adorazione eucaristica e nella meditazione
della “lectio divina” che padre Alessio Maria ci ha
proposto nel pomeriggio sul passo del “Figliol prodigo”(Lc
15,11-32) ci ha confermato nell’unione fraterna; aver
sperimentato la grande affettuosità della loro
accoglienza ci ha colmato il cuore di gioia e
gratitudine.
Sia lode al Signore
!
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Due momenti forti delle
Fraternità: X° anniversario e ritiro a Trinità dei Monti
- di Giuseppina (FEG Immacolata) - 14 gennaio 2010
Immersi nel periodo dell’Avvento e
poi nel clima della festa del Natale ci siamo forse un
po’ dimenticati di ricordare con sollecitudine due
bei momenti che ci sono stati regalati dal Signore: il
29 novembre,l a domenica in cui abbiamo festeggiato,
come un “compleanno”, i dieci anni di vita delle nostre
fraternità evangeliche, e i giorni 12 e 13 dicembre a
Trinità dei Monti, piccolo ritiro guidato da sr.Agnewska
delle fraternità monastiche, nel tempo dell’Avvento.
Per coloro che non sono potuti venire ricordiamo che
nella mattina del 29 novembre, dopo le lodi, nella
cappella Pandolfini, si è svolto un incontro avviato da
suor Sarah in cui si è voluto ricordare il clima di quel
gruppo di laici che erano convenuti alla Badia nel
lontano 1998, laici, in parte attirati dalle liturgie a
Saint-Gervaise (Parigi), in parte dal “Libro di Vita”,
già pubblicato. Questi laici, circa una trentina, erano
desiderosi di affiancarsi alle fraternità monastiche e
di avviare un cammino spirituale. Si è ricordato come
nel clima di questa attesa, i monaci, appena un anno
dopo della loro permanenza in Firenze, in una condizione
ancora precaria di ambientazione, furono solleciti nel
farsi guida e promotori di quelle che furono all’inizio
tre fraternità, cui si aggiunse qualche anno dopo quella
dell’Immacolata. Dopo le parole cariche di suggestione
di sr.Sarah, abbiamo ascoltato le testimonianze di
alcuni amici: di Agnese, di Carmela, di Riccarda, di
Marta, di Carla e Andrea, testimonianze che possiamo
adesso leggere nella pagina “X° anniversario”, che
rivelano la ricchezza, nella diversità, dei doni che il
Signore distribuisce a chi lo segue con docilità e
fedeltà.
A conclusione delle testimonianze, Leda ha presentato
“Passi di Luce”, una piccola pubblicazione che consiste
nella raccolta di un gruppo di insegnamenti, meditazioni
e spiegazioni del Libro di Vita che i monaci ci hanno
impartito nelle Domeniche con Dio, nei ritiri e nel
Forum, che un gruppo di laici ha voluto trascrivere
perché rimangano a testimonianza della carità dei monaci
, della loro spiritualità, oltre che memoria e guida
per coloro che verranno dopo di noi.
Nel pomeriggio, dopo l’ora di Adorazione, monsignor
Timoty Verdon, prelato della Curia fiorentina,
conoscitore di storia, esperto di storia dell’arte,
autore di molte pubblicazioni che aiutano a capire i
significati spirituali e religiosi nell’arte antica,
promotore e artefice dell’organizzazione “Catechesi
attraverso le opere d’arte”, ha intrattenuto quanti
erano convenuti in chiesa (un gruppo davvero numeroso!)
sulla storia della Badia e sulla spiegazione di alcune
eminenti opere d’arte(tra breve potremo inserire anche
la trascrizione di questa bella lezione).
Nei giorni del 12 e 13 dicembre era stato organizzato a
Trinità dei Monti un ritiro spirituale, preparato per
noi e guidato da sr.Agnewska.
Il ritiro, iniziato con la Santa Messa della mattina, è
continuato nel pomeriggio con una visita e spiegazione
della storia della chiesa e del convento (1502-1592),
fondazione voluta dal re di Francia per i frati minimi,
dell’ordine di San Francesco di Paola .
Sr.Agnewska si è soffermata sulla spiegazione di alcune
opere d’arte conservate all’interno della chiesa e nel
monastero, particolarmente adatte a spiegarci il clima
spirituale ed intellettuale di quel tempo.
Dopo il Vespro e la cena abbiamo pregato la Compieta con
tutti i monaci nella piccola cappellina delle sorelle
del Sacro Cuore, posta al piano superiore del convento,
in un clima di grande pace ed intensità spirituale.
Dopo le Lodi della domenica, sr.Agnewska, ci ha
intrattenuto in una sala dell’edificio seicentesco posto
sulla sommità del colle, sede dell’antica infermeria del
convento, adesso sede dell’ospitalità per i laici,sul
tema dell’Avvento, cioè su come si è caratterizzato nel
tempo questo periodo di preparazione al Natale, con
molti riferimenti ai mistici antichi.
Nel pomeriggio,dopo la Santa Messa, abbiamo fatto una”
lectio” personale sui testi della Santa Messa ed abbiamo
condiviso in un momento successivo le nostre meditazioni
e risonanza in un clima di fraternità ed amicizia. Dopo
il Vespro, pregato nella cappellina del Sacro Cuore,
siamo tornati a Firenze con il cuore grato al Signore
che ci ha consentito di appartarsi dal rumore e dagli
affanni quotidiani per prepararsi con più attenzione
alla Sua venuta.
Lode al Signore!!
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Pellegrinaggio Diocesano al
Santuario della Madonna di Montenero - 15 maggio 2009
Flash di
Stefania (FEG Assunta)
Quello che mi è rimasto nel cuore
del pellegrinaggio è stato il senso del sentirsi Chiesa
Fiorentina. Il sentire forte la comunità che prega
insieme, ciascuno singolarmente ma non isolatamente e in
contemporanea una comunità di persone che non si
conoscevano cementata dalla fede in Dio. La forte
presenza della guida del nostro Arcivescovo Betori, del
Vescovo Maniago, in una parola l’essere comunità dei
credenti con i propri Pastori davanti a Dio. Ciascuno di
noi ha deposto ai piedi di Maria ciò che aveva nel
cuore. Abbiamo goduto dell’ospitalità di Maria Teresa
della F.E.G. Assunta per il pranzo che ha costituito un
momento molto bello di unione tra di noi . Questo ci ha
permesso di poter approfittare del tempo disponibile per
la preghiera personale nel dopo pranzo, in attesa di
cantare i Vespri tutti insieme a conclusione della
giornata. E’ fonte di meraviglia e di rendimento di
grazie il vedere come veramente “Dio non fa preferenze
di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la
giustizia, a qualunque nazione appartenga", eravamo
persone diverse con storie diverse e Dio ci ha fatti
diventare Suo popolo.
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Il pellegrinaggio delle Fraternità Evangeliche di
Gerusalemme, 28-29 marzo 2009,“Sulle orme dell’apostolo
Paolo a Roma”
Flash di Riccarda
(FEG Immacolata)
Due giorni,
nel tempo della Quaresima, per meditare sulla
conversione di Paolo,
sulla
Carità, essenza della vita cristiana personale e
comunitaria,
sulla
diversità dei doni e dei carismi dello Spirito “per
l’utilità comune”,
nei luoghi
che videro la predicazione di Paolo, “in catene”,
per
annunziare la Resurrezione di Cristo, cuore del kerygma.
Un percorso
lungo le vie della città, tra la folla del sabato,
alla ricerca
di chiese poco note
e la
sorpresa di trovarvi poi tante persone, giovani e meno
giovani,
come un
fiume carsico, invisibile in superficie
eppure
sovrabbondante.
Nei luoghi
del martirio e della sepoltura, frequentati da secoli
dai pellegrini,
diventa
tangibile la tradizione della fede e l’universalità
della Chiesa.
Alcune
perle.
L’accoglienza dei fratelli e delle sorelle di
Gerusalemme a Trinità dei Monti,
all’inizio
del pellegrinaggio,
nella
liturgia celebrata in lingua italiana per noi e
nella gioia
dell’incontro fraterno.
Una sosta di
adorazione presso la chiesa delle Piccole Sorelle di
Gesù
alle Tre
Fontane.
La
“Preghiera di abbandono” di fratel Charles de Foucauld
e le parole
del vangelo, appena ascoltate nella celebrazione
eucaristica,
diventano
canto: “Se il chicco di grano, caduto in terra, muore
porta molto
frutto per la vita eterna”.
Solo un
piccolo gruppo, di persone diverse:
delle
fraternità evangeliche, della fraternità dei giovani,
del Lieto Annuncio, familiari e membri della Comunità
Eucaristica della Badia.
Un vento
forte ci accompagna per buona parte della domenica,
“un vento
leggero” continua a soffiare, impercettibile,
ogni giorno
e crea cose nuove.
Flash di
Giuseppina (FEG Immacolata)
Il piccolo
pellegrinaggio che abbiamo compiuto a Roma il 28 e 29
marzo scorso sulle orme dei luoghi di San Paolo è stato
un dono prezioso che il Signore ci ha fatto: lode e
grazie a Lui!!!...
E’ stata una
piccola e prima esperienza di noi laici, senza la
presenza di un religioso.......
Prima della
partenza era percepibile un diffuso timore che si
potesse trattare di una gita tra di noi, piacevole
anche.... , ma non di un’esperienza di vera preghiera.
Quanti siamo? siamo pochi... siamo un po’ sparpagliati...a
lcuni partono il sabato mattina... qualcuno arriva la
sera del sabato... qualcuno la domenica mattina....Mah!!
Ma poi tutto è
diventato così bello, così spiritualmente intenso ed è
stato per me come se i nostri cari monaci e le nostre
care sorelle monache fossero proprio con noi!!! Signore
ci ha davvero accompagnati, protetti, guidati....Il
Signore, che già si era fatto presente prima mettendoci
in animo questo desiderio di pellegrinaggio, poi con il
discreto intervento di suor Sarah, che una mattina mi
aveva chiamata e mi aveva dato un po’ di materiale e di
indicazioni per uno strumento di lettura che
discretamente ci accompagnasse e ci aiutasse per la
preghiera, qualcosa che ci unisse tra di noi .....
Sono arrivata con
due amiche della fraternità la domenica mattina e il
luogo santo delle Tre Fontane ha invaso il nostro animo
e ci ha immerse subito in un’atmosfera particolare...:
la conclusione della liturgia dei monaci trappisti
nell‘antichissima abbazia cistercense, così suggestiva
nella sua essenziale e stupenda monumentalità, e poi
l’incontro affettuoso con le amiche che venivano da
Trinità dei Monti, la Santa Messa sul luogo del martirio
dell’apostolo Paolo!!! Quanta sofferenza!!! Quanti
martiri!! Più di diecimila...!!! Più tardi la visita
alle piccole sorelle di Charles de Foucauld, quel tempo
di adorazione nella loro particolare chiesa in legno:
com’è stato bello!!!..... poi una sorella ci ha
introdotte alla piccola celletta dove sono custoditi i
ricordi di fratello Carlo: che emozione osservare gli
oggetti che lui ha costruito, la tunica che ha
indossato,l eggere alcuni suoi scritti....!!
Nel pomeriggio la
visita a San Paolo fuori le mura: le nostre preghiere,
le riflessioni sulla sua tomba ed il vespro con i monaci
benedettini in quello spazio ricco, monumentale,
antico....quanta storia!! Quante persone, quanti animi
hanno pregato, sospirato, pianto, invocato, ringraziato,
lodato il Signore!!!
E’ stata
un’esperienza intensa, un’esperienza vera di fraternità,
un desiderio condiviso di essere andate là a pregare
proprio e solo per San Paolo, di sentirsi anche noi,
piccolissimo gruppo parte di tutta la Chiesa che quest’anno
ricorda l’apostolo delle genti..., un’affinità d’animo e
d’intenti...Sia lodato il Signore!!!!
Flash di Paolina (FEG
Nicopeia)
“Ma la parola di Dio
non è incatenata”
Ciò che più mi è
rimasto impresso di questo pellegrinaggio è la cripta
della Chiesa S. Maria in Via Lata: costituisce la dimora
in cui avrebbe vissuto San Paolo nel suo secondo
soggiorno romano, ormai incatenato, prima del suo
martirio.
Sembra che il Tempo
abbia voluto custodire questo luogo nelle viscere della
terra, per salvaguardare ai posteri solo l’essenziale,
che spesso “rimane invisibile agli occhi”. La povertà
apparente del posto conserva un messaggio prezioso. A
rendere testimonianza del passaggio di Paolo e della sua
presenza è rimasta una colonna che porta impressa un
passo dalla Seconda Lettera a Timoteo:
“Verbum Domini non est
alligatum –
Ma
la parola di Dio non è incatenata”.
(2Tm 2,9)
…un’affermazione che
rende le catene a cui l’antico fariseo era stato legato
vane. Il soffio dello Spirito lo portava a sopportare le
sofferenze di cui il suo corpo era stato caricato.
Nel cuore di quest’ambiente
santo, c’è inoltre un pozzo la cui acqua è ancora
limpida, come a ricordare le parole di Gesù alla
Samaritana:
“… chi beve
dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi,
l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente
d’acqua che zampilla per la vita eterna”. (Gv 4,14)
La tradizione vuole
che sia stata la preghiera di Paolo a far scaturire
questa fonte, a cui i fedeli hanno attinto per molto
tempo.
Oltrepassato il
pozzo, c’è ancora un altro ambiente in cui si trova un
altare e sopra questo un rilievo realizzato da Cosimo
Fancelli a metà del 1600, raffigurante le due colonne
della Chiesa, Pietro e Paolo, ma anche Luca (accanto
alla figura del toro) e San Marziale (che dovrebbe
essere la guardia che teneva sotto custodia Paolo e che
si era convertito al cristianesimo). Quest’opera trova
giustificazione nella tradizione che vuole che questo
luogo fosse la dimora di San Luca, che qui avrebbe
addirittura scritto gli Atti degli Apostoli, e
che anche San Pietro ci abbia vissuto quando era di
passaggio a Roma, e qualcuno aggiunge persino che ci sia
stato San Giovanni.
E ora ci siamo stati
pure noi
…sulle orme di San
Paolo, in occasione dell’anno paolino, per lo stesso
motivo che ci spinge, o che ci dovrebbe spingere, a fare
un pellegrinaggio qualsiasi e che dovrebbe essere Il
Motivo del Pellegrinaggio della nostra vita, ossia per
conoscere meglio Gesù, il Cristo, e fare un piccolissimo
passo verso quel Dio Trinitario che, se da un lato ci
sarà sempre lontano e misterioso, prende dimora
nell’intimo dei nostri cuori…per percorrere l’unica Via
che vale la pena essere percorsa, per scoprire l’unica
Verità che vale la pena essere proclamata e per vivere
l’unica Vita che vale la pena essere vissuta.
“Sono stato
crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma
Cristo vive in me”. (Gal 2,20) |
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