sito delle Fraternità Evangeliche

di Gerusalemme di Firenze

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

      notizie dalle Fraternità

 

 

 

          La pagina "Notizie dalle Fraternità " è aperta a tutti i membri delle Fraternità Evangeliche, Monastiche e Apostoliche, che desiderano raccontare testimonianze sulla vita delle Fraternità di Gerusalemme. Tutti gli interventi sono a titolo personale.

 

Ri-cercare l'uomo - incontro del 15 gennaio 2012 - commento di Gabriella M. (FEG Assunta)

Ri-cercare l'uomo - incontro del 15 gennaio 2012 - commento di Rosaria (FEG Assunta)

Ri-cercare l'uomo - incontro del 15 gennaio 2012 - commento di Maria C. (FEG Assunta)

Veglia in attesa della Pentecoste - libretto liturgico - posto l'11 giugno 2011

L'incontro con l'Opera di San Procolo - di Stefania (FEG Assunta) - posto il 21 febbraio 2011

L'incontro con l'Opera di San Procolo - di Giuseppina (FEG Immacolata) - 6 febbraio 2011

Pellegrinaggio in Terrasanta - di Giuseppina (FEG Immacolata) - 18 maggio 2010

Domenica con Dio a Pistoia - di Giuseppina (FEG Immacolata) - 7 febbraio 2010

Due momenti forti delle Fraternità: X° anniversario e ritiro a Trinità dei Monti - di Giuseppina (FEG Immacolata) - 14 gennaio 2010

Pellegrinaggio Diocesano al Santuario della Madonna di Montenero - 15 maggio 2009 - (di Stefania FEG Assunta)

Il pellegrinaggio delle Fraternità Evangeliche di Gerusalemme, 28-29 marzo 2009,“Sulle orme dell’apostolo Paolo a Roma” (flash di Riccarda, Giuseppina, Paolina)

 

Ri-cercare l'uomo - incontro del 15 gennaio 2012 - commento di Gabriella M. - FEG Assunta

 

     Al primo incontro di ieri alla Cappella Pandolfini sul tema RI-CERCARE L'UOMO hanno partecipato 40 persone: giovani e tante  persone che non conoscevamo. Tutto si e' svolto nella piu' grande semplicita' e liberta' di parola e tutti insieme abbiamo condiviso alcune testimonianze. Mi auguro che questo primo incontro sia l'inizio per ricercare insieme la presenza di Dio e  una Sua risposta che non sempre capiamo. 

     Anche io voglio dire un grazie di cuore ai promotori di questa iniziativa: Suor Sara, Carmela, Sabrina, Francesca e Danilo."

Gabriella

 

Ri-cercare l'uomo - incontro del 15 gennaio 2012 - commento di Rosaria - FEG Assunta

 

     L'incontro di ieri alla Badia Fiorentina è stato una bella novità- sorpresa. Il tema ri-cercare l'uomo ha attirato molte persone "nuove" che con entusiasmo e in piena libertà hanno cominciato a confrontarsi.

     Dico cominciato perché questo è solo l'inizio di un cammino.

     Ho constatato quanto sia la sete della ricerca e quanto importante possa diventare questa iniziativa.

                 Grazie ai promotori, Suor Sara, Carmela, Sabrina, Marta e  ai cari amici Francesca e Danilo. "

Rosaria

 

Ri-cercare l'uomo - incontro del 15 gennaio 2012 - commento di Maria C.- FEG Assunta

 

     Il primo incontro  avvenuto alla Cappella Pandolfini sul tema RI-CERCARE L'UOMO ha messo in evidenza l'opportunita' di questo tipo di incontri aperti a tutti con atteggiamento di grande accoglienza per ogniuno.

     Ho notato che ci sono state diverse testimonianze dalle quali emergeva la sete di Dio, ma anche la ricerca di risposte che non sempre possiamo trovare.

 Maria

 

Riportiamo il libretto liturgico della veglia, che si è tenuta alla Chiesa di San Carlo, a cui hanno partecipato le nostre Fraternità - il libretto è stato creato dai rappresentanti dei quattro gruppi partecipanti, tutti associati al Settore Spiritualità della Consulta delle Aggregazioni laicali della Diocesi - posto l'11 giugno 2011

 

UNITI IN PREGHIERA IN ATTESA DELLA PENTECOSTE

 GIOVEDI 9 GIUGNO 2011

 CHIESA DI SAN CARLO

 
Comunità dei Figli di Dio
Comunità di Gesù,
Comunità per la Meditazione Cristiana
Fraternità Evangeliche di Gerusalemme.

 

“Dallo Spirito avrete vita nuova”

 

 

“Yarim Gitti” (canto della tradizione cristiana orientale): “Mio Bene Amato …. la samaritana accoglie l’acqua della Vita”

 

Primo lettore
Da “Fuoco e cenere al vento” di Pedro Casaldàliga
 
Al Vento del suo Spirito che soffia ove vuole, libero e liberatore, vincitore della Legge, del Peccato e della Morte.
al Vento del suo Spirito che alloggiò nel cuore e nel ventre di una cittadina di Nazaret. 
Al Vento del suo Spirito che si impadronì di Gesù per invitarlo ad annunciare la Buona Notizia ai poveri e la libertà ai prigionieri
Al Vento del suo Spirito che si portò via, nella Pentecoste, i pregiudizi, gli interessi e la paura degli Apostoli e spalancò le porte del cenacolo,
perché la comunità dei seguaci di Gesù fosse sempre aperta al mondo e libera nella sua parola e coerente nella sua testimonianza e invincibile nella sua speranza.
Al Vento del suo Spirito che si porta via sempre le nuove paure della Chiesa e brucia in essa ogni potere che non sia servizio fraterno
e la purifica con la povertà e con il Martirio.
  
ESPOSIZIONE DEL SANTISSIMO
 
- Canto: “Vieni, vieni Spirito d'Amore” 
 

Vieni, vieni, Spirito d'amore,

ad insegnar le cose di Dio,

vieni, vieni, Spirito di pace,

a suggerir le cose che Lui

ha detto a noi.

 

Noi ti invochiamo, Spirito di Cristo,

vieni tu dentro di noi.

Cambia i nostri occhi,

fa’ che noi vediamo

la bontá di Dio per noi.

 

Vieni, vieni...

 

Insegnaci a sperare, insegnaci ad amare,

insegnaci a lodare Iddio.

Insegnaci a pregare, insegnaci la via,

insegnaci tu l'unitá.

 

Vieni, vieni...

 

Secondo lettore
(1Re 19,4-13)
dal primo Libro dei Re
 

4Egli s'inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: "Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri". 5Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: "Àlzati, mangia!". 6Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò. 7Tornò per la seconda volta l'angelo del Signore, lo toccò e gli disse: "Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino". 8Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb.

9Là entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: "Che cosa fai qui, Elia?". 10Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita". 11Gli disse: "Esci e férmati sul monte alla presenza del Signore". Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. 12  Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. 13Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna. Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: "Che cosa fai qui, Elia?".

 

 Silenzio

 

Terzo lettore
dal “Libro di Vita delle Fraternità Monastiche di Gerusalemme”, al capitolo “Obbedienza”
 
Obbedisci al Padre, perché il Padre stesso ti ama.
Obbedisci al Figlio, perché è causa di salvezza per coloro che gli obbediscono: sei stato santificato dallo Spirito per obbedire a Gesù Cristo.  
Obbedisci allo Spirito rendendoti docile alla sua voce, perché Dio dona lo Spirito Santo a quelli che si sottomettono a Lui, per portarli, mediante la sua guida, alla piena verità e alla vera
 fecondità.
Con l’obbedienza a Dio, entrerai nella beatitudine trinitaria e gusterai la pace.
 
Silenzio
 
- Canto: “Vivi in me” (I-401)
 
Dal Vangelo secondo Giovanni  (Gv 20,19-23)
 

19 La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". 20

Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". 22

Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati".

 

Riflessione di Padre Giovanni Roncari
 
Silenzio
 
Canto: “Jesus dulcis memoria” di Bernardo di Chiaravalle (XII secolo)
 
Quarto lettore
Da “Il mistero cristiano nell’anno liturgico” di Don Divo Barsotti
 
               Con lo Spirito Santo che è disceso in noi e si è donato a noi, è la Trinità divina che ha preso dimora nei nostri cuori. Ma è nello Spirito di Dio che ci è stato donato, che noi
 veramente siamo uniti a Dio, in quel medesimo Spirito che consuma l’Unità stessa della vita divina.
               E’ nel dono dello Spirito che si compie veramente l’unione perché non si compie l’unione senza un reciproco e personale rapporto, e come lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio,
 così nel Cristo l’umanità lo riceve e nel Cristo anche lo spira.
               E il Figlio allora ci fa partecipare a quell’Amore immenso per il quale Egli eternamente ritorna e si getta nel seno del Padre.
 
               Silenzio 
 

- Canto: Inno di Esortazione

 

Quinto lettore
(Rom 8,14-23)
 
Dalla Lettera ai Romani
 

14Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. 15

E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: "Abbà! Padre!". 16Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. 17E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

18  Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. 19L'ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. 20  La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità - non per sua volontà, ma per volontà di colui che l'ha sottoposta - nella speranza 21che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. 22Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. 23  Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

 
Silenzio

 

Sesto lettore
Da “La nuova innocenza. Innocenza cosciente” di Raimon Panikkar
 
Se credi nello Spirito, dimenticalo! Non metterlo davanti, non farne un oggetto, non oggettivarlo, non fare teologia dello spirito; lascialo indietro, che soffi, che spinga, che ti ispiri 
– lui te, non tu lui, dicendogli dove deve ispirarti o portarti. Lo Spirito richiede vele per riceverlo e un timoniere attento, ma non tollera piloti. Soffia quando gli va, dove vuole e come gli pare.

 

Silenzio 
 
Settimo lettore
 
dal Canone del Messale Liturgico: Orazione tratta dalla Messa della Veglia di Pentecoste
 
               O Dio Creatore e Padre, infondi in noi il tuo alito di vita; lo Spirito che si librava sugli abissi delle origini torni a spirare nelle nostre menti e nei nostri cuori, come spirerà alla fine
 dei tempi, per ridestare i nostri corpi alla vita senza fine
 
Canto: Adoramus Te Domine (Taizè)
 

Oh, oh, oh, adoramus te, Domine. Oh, oh, oh, adoramus te, Domine.

Oh, oh, oh, adoramus te, Domine. Oh, oh, oh, adoramus te, Domine.

 
 

L’incontro con l’Opera di San Procolo - Badia fiorentina, cappella Pandolfini - di Stefania FEG Assunta - posto il 21 feb.2011

 

     Domenica 6 febbraio alcuni membri delle Fraternità Evangeliche di Gerusalemme, hanno incontrato alcune delle persone che fanno parte dell'Opera di S. Procolo, realtà di carità che opera da tanti anni alla Badia Fiorentina.

 

    Quest'incontro è stato proposto da Giuseppina della F.E.G. Immacolata che già da tempo sentiva questa chiamata a promuovere una conoscenza fra le nostre due realtà operanti nello stesso ambiente fisico, anche se con caratteristiche diverse.

 

    Personalmente ho sempre avuto una convinzione che la venuta a Firenze delle Fraternità Monastiche di Gerusalemme fosse opera non solo del Cardinal Piovanelli, ma di una chiamata del "Professore", anche se ciò si è concretizzato dieci anni dopo la sua morte. Il rapporto particolarissimo che ha sempre avuto con monaci e monache, la sua spiritualità, non poteva che far si che accanto alla Messa di San Procolo che riuniva e riunisce tante persone bisognose accanto a generose persone che se ne fanno carico, trovasse posto una realtà che potesse farsi carico della fame di spiritualità, di preghiera, di adorazione, di presenza eucaristica che è presente nella nostra città, anche se spesso misconosciuta. Queste due realtà mi ricordano tanto il "Professore" che le univa entrambe in sè.

 

     Ci siamo ritrovati a casa di Marta per preparare una scaletta sulle cose da dire; la preoccupazione del come e cosa dire era presente. Come sempre lo Spirito Santo spariglia ogni cosa. Infatti quando nel pomeriggio di domenica ci siamo ritrovati, la prima cosa di cui ci siamo rallegrati è stato il numero dei presenti da ambo le parti.

 

    Abbiamo invocato lo Spirito Santo e come sempre Lui ha risposto! Infatti  l'incontro si è sviluppato in maniera diversa da quanto programmato. Ognuno di noi ha potuto presentarsi, testimoniare come aveva incontrato la realtà di Gerusalemme, perché si sentiva chiamato lì e non altrove, cosa trovava che lo chiamava ad esserci ecc. Allo stesso modo i membri dell'Opera di San Procolo ci hanno fatto conoscere la loro realtà, le loro gioie e difficoltà, la loro storia.

 

     Abbiamo incontrato delle "belle persone", concretamente fattivi, positivi. L'incontro si è svolto in un clima di fraterna amicizia, di serena cordialità come se ci fossimo sempre conosciuti e incontrati. Ringraziamo il Signore (e Giuseppina che ci ha sollecitato)!

 

Stefania

 

L’incontro con l’Opera di San Procolo - Badia fiorentina, cappella Pandolfini - 6 febbraio 2011 - di Giuseppina FEG Immacolata


 

     Dopo tanto tempo che se ne parlava, qualche domenica fa, nel pomeriggio, un gruppo delle nostre fraternità evangeliche si è incontrata nella cappella Pandolfini con molti amici dell’Opera di San Procolo.

     Da più di dieci anni ci incontravamo sulla porta della chiesa: loro uscivano dalla Messa, la “Messa dei poveri”, e noi entravamo per la Santa Messa celebrata più tardi, alle 11, dai monaci di Gerusalemme.

     Da sempre conoscevo alcuni membri di San Procolo: Alfredo e Gabriella, amici dei miei genitori prima che ancora nascessi; la Gioietta, mia collega, insegnante di religione all’Istituto Caterina dei Medici; la Lori, incontrata alla Badia ……

     Anche Carmela conosceva molti di loro fin da giovane, amica della Fioretta Mazzei, che del gruppo è stata la guida per tanti anni, dopo la morte del Professor La Pira…. ed anche le nostre fraternità fin dall’inizio avevano avuto un legame attraverso Emilio Gonzi e la Pina, che avevano passato la vita con il Professore, ma che, dall’arrivo dei monaci, si erano uniti alla spiritualità di Gerusalemme.

     Da tempo con Carmela c’interrogavamo su queste presenze; da tempo ci sentivamo come interpellate…..

     Da chi? da che cosa?? Le parole di Gesù stesso!!! ”che tutti siano una cosa sola (..) così il mondo crederà” (Gv.17,21).

     L’amicizia tra cristiani è certo la prima testimonianza del Suo Amore! E poi il Professore così aperto all’accoglienza, all’amicizia, che aveva da sempre sognato la Badia come “casa di preghiera della comunità di S.Procolo!”

 

     Fin da quando sono arrivata a pregare in Badia, nel Duemila, attirata dalla spiritualità e dalla liturgia dei monaci di Gerusalemme, ero rimasta colpita dalla strana compresenza di questa altissima spiritualità monastica e dalla grande opera di carità della “Messa dei poveri”.

     Si può parlare di casualità?

     Fin da subito i monaci avevano stabilito con San Procolo una condivisione liturgica: a Natale e a Pasqua;  oltre a celebrare saltuariamente la loro Messa, quando a loro mancava o manca un sacerdote!

     Ecco quindi,dopo tanti anni, non solo io e Carmela, ma anche altri amici delle fraternità evangeliche, i laici di Gerusalemme, hanno desiderato quest’incontro!

     Ed il Signore ci ha fatti incontrare e conoscere!

 

      In sincerità, da entrambe le parti, eravamo un po’con il fiato sospeso: che cosa accadrà? che cosa ci diremo?
     Qualche settimana prima mi ero preoccupata di riunirci per preparare questo incontro ed ero un po’ in ansia: per questo avevo chiesto a Marta la sua disponibilità per incontrarci a casa sua e condividere con chi lo volesse una specie di presentazione delle nostre fraternità, delle nostre attività.

     Davvero anche questa volta il Signore ci ha stupito e ci ha lasciati ammutoliti! Anche questa volta ho fatto esperienza di quanta poca fede è nel mio cuore!

 

     Dopo esserci sistemati nella Cappella Pandolfini, eravamo circa una trentina (un numero insperato!), Carmela ha salutato tutti, ha espresso la sua contentezza per l’evento ed ha brevemente ricordato lo spirito di fratellanza e semplicità cristiana al tempo della Fioretta e di La Pira.

     Dopo aver preso la parola, ho descritto brevemente le nostre fraternità e accennato alle nostre attività, pensando di leggere in un secondo momento le lunghe riflessioni che avevamo preparato “ a tavolino”,dopo attente meditazioni ed anche preghiere….

     Invece, in modo meraviglioso e “miracoloso”, in modo naturale e spontaneo, ogni membro delle fraternità evangeliche si è presentato ed ha raccontato familiarmente il suo incontro con Gerusalemme: Maria, Marta, Riccarda, Gabriella, Andrea, Carla…… tutti con un po’ di emozione e commozione… esprimendo anche il desiderio di conoscere la storia di San Procolo….

 

     Terminata la presentazione-testimonianza delle nostre fraternità ha preso la parola Alfredo, il più anziano di San Procolo, ed ha rievocato i suoi primi passi in Badia negli anni Cinquanta, l’incontro con La Pira,con i poveri.. il significato che il Professore ha voluto dare a questa Messa, come era nata, come è miracolosamente continuata e come ancora il Signore provveda a mantenerla…

     Poi,ad uno ad uno, tutti gli altri si sono presentati ed hanno testimoniato la loro esperienza: Vittorio, la Gioietta, la Lori,Gabriella fino ad Anna, una delle più anziane che, definendosi una “dell’ultima ora”, si è commossa ricordando la chiamata, in tarda età,c he il Signore le ha rivolto proprio lì in Badia!

 

     Il foglio che avevo preparato, mi è rimasto tra le mani: inutile, inappropriato …….

 

     Si è creato un clima particolare di fraternità e di gioia razionalmente inspiegabile: in fondo che cos’era stato? perché tanta gioia? com’è che un incontro che si era presentato a noi un po’ difficile ed imprevedibile si era risolto in un modo così bello, ricco di partecipazione umana e di sentita fratellanza?

     Un’Altra Presenza ci ha unito e guidato! Un’Altra Presenza ha suscitato i nostri desideri di pregare ancora insieme!

     Lo Spirito del Signore ha ispirato i nostri interventi, ha infiammato i nostri cuori!

     Grazie Signore!

     Tu fai bene tutte le cose!

 

giuseppina

 

 Pellegrinaggio  in Terra Santa  24 aprile - 5 maggio 2010-05 Spunti e ricordi... -  di Giuseppina (FEG Immacolata)

 

E’ per dono del Signore che quest’anno è stato possibile un memorabile pellegrinaggio in Terra Santa guidato dal nostro caro padre Antoine, adesso priore a Montreal, e dalla cara suor Rosalba, nostra priora a Firenze.

E’ stato il primo pellegrinaggio delle fraternità monastiche in  italiano, formato solo da un piccolo gruppo  di laici, poco più di quaranta, membri delle fraternità di Firenze, di Pistoia, ma anche da molti amici, simpatizzanti delle comunità dei monaci.

Il pellegrinaggio è stato pensato come un percorso “sui passi dei patriarchi e dei profeti, dei saggi e dei Salmisti, e di tutti coloro che hanno atteso la venuta del Messia; come un incontro con Gesù, un andare sui suoi passi ed un canto alla gloria del Padre”. Per questo abbiamo trascorso i primi giorni meditando alcuni passi dell’Antico Testamento nel deserto del Neguev (da Abramo a Isacco, Giacobbe, Mosè, David, al Cantico dei Cantici fino alla predicazione di Giovanni Battista (discesa del Wadi Kelt nel deserto di Giuda) per poi fermarsi a Betlemme e a Gerusalemme per  fare memoria della nascita di Gesù, della Sua Passione, morte e resurrezione e poi risalire a nord verso la Galilea sul Monte delle Beatitudini, a Cafarnao (la chiamata degli Apostoli, il primato di Pietro) fino al Monte Ermon (Trasfigurazione) e a Nazareth.

All’inizio del nostro pellegrinaggio padre Antoine ci ha fatto riflettere su quella che sarebbe stata la nostra esperienza: “voi siete pellegrini; sapete la differenza tra il turista ed il pellegrino? Il turista va a vedere un luogo, cerca qualcosa che ha studiato,l etto o che si aspetta;i l pellegrino si lascia trovare dal Signore!”

Ricordo che a queste parole sono rimasta in una condizione sospesa nel cuore e nella mente: mi è sempre piaciuto fare la turista ed, insegnando storia dell’arte, sono andata spesso a vedere opere d’arte, luoghi storici con grande curiosità ed interesse...

Alla fine dei dodici giorni ho capito appieno l’affermazione di padre Antoine......

Sono stati giorni in cui l’ascolto e la meditazione della parola nei luoghi in cui questa si è incarnata, ed inoltre  la testimonianza delle nostre care guide, di come ci hanno fatto rivivere la Parola stessa, di come si sono offerti a noi, pellegrini, in modo sempre accogliente, gioioso, paziente soprattutto nelle occasioni più impreviste,tutto questo ha donato al nostro stare insieme un’atmosfera carica di Spirito Santo!

Tutti noi ci siamo lasciati impregnare dalla grazia della Parola, dalla storia e dalla bellezza dei luoghi, dalla testimonianza di servizio dei nostri monaci; mi viene da ricordare Geremia pensando di essere stati come “sedotti” dalla chiamata del Signore, dal Suo amore; mi sono risuonate le parole sulle prime comunità dei cristiani”..erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna,nella frazione del pane e nelle preghiere...”(At.2,42).

Non  mi è possibile  fare un riassunto di ciò che abbiamo vissuto....una frase mi è rimasta particolarmente nel cuore e mi piace  ricordare: “Volete essere felici?”

Queste, le ultime parole di una mirabile catechesi che padre Antoine ci ha fatto sul discorso della montagna nella cripta sul Monte delle Beatitudini.

Vogliamo essere felici? Certo,questa è la nostra aspirazione, il nostro profondo desiderio...

siamo chiamati alla beatitudine,cioè al compimento della persona nella gioia.

Ma come? spiegando “Beati  i poveri in spirito...”(Mt.5,3), ricordo alcune frasi di fr. Antoine: “..La nostra pienezza viene da Dio,la felicità va accolta da Dio: Gesù viene dal Padre;

Gesù porta il respiro di Dio che è perdersi e lasciarsi colmare d’amore.

Gesù c’invita a divenire poveri in spirito:Gesù riceve tutto e dona tutto.

La povertà non si oppone alla felicità!

Lasciarci abbracciare da Dio, permettere a Gesù di spogliarci di tutto...., acconsentire ad essere povero in tutto e solo per Sua grazia!..tutte le altre beatitudini sono armonie della prima!...”

Ascoltare da padre Antoine la lettura appassionata e meditata sulle beatitudini e sugli  altri passi biblici, vedere e sentire come lui stesso ama e serve la Parola, sentirci intimamente interpellati nel come vivere la nostra chiamata, la condivisione quotidiana dell’Eucarestia, fulcro della nostra esperienza di cristiani, tutto questo ci ha  condotto in uno stato  spirituale  di piena apertura del cuore tale da assaporare quel centuplo di cui parla il Vangelo!

Si, siamo stati felici e lo saremo sempre al seguito del Signore!

Quali immagini mi sono rimaste nel profondo del cuore?:

- la Santa Messa dentro la grotta del Santo Sepolcro alle sei del mattino,soli.......per grazia di Dio......;

- il monastero di S.Giorgio di Cosiba,  solitario nel mezzo del deserto assolato  ad un ora di cammino da Gerico dove ci hanno accolto, per grazia del Signore, i padri ortodossi e ci hanno mostrato la preziosa chiesa ricca di storia,di icone e reliquie...;

- i paesaggi sterminati del deserto,i wadi paurosi..........;

-l e rocce lunari ed orride intorno al Mar Morto...;

- la dolce testimonianza della priora della comunità benedettina a Betlemme dell’Emmanuel sulla condizione difficile creata dal muro di divisione con Gerusalemme....;

- la dolcezza delle sorgenti di Ein Gedi, la bellezza del lago di Tiberiade, il silenzio incantato e profondo  della messa a Tabga...

Per me è stata la prima volta del viaggio in Terra Santa:lo avevo desiderato da anni....

Un dono insperato aver ottenuto facilmente il permesso dal Dirigente Scolastico e le condizioni favorevoli in famiglia....

Un dono insperato aver gustato il centuplo, la pienezza del cuore, il desiderio di essere operai del Signore...

aver ridetto un’altra volta “si” al Signore!

A gloria di Dio!Amen

                         

 

Domenica con Dio a Pistoia - di Giuseppina (FEG Immacolata) - 7 febbraio 2010

 

     Già da molti anni, la terza Domenica con Dio programmata  nel corso dell’anno dai nostri responsabili, viene trascorsa con gli amici della Fraternità apostolica di Pistoia, guidata da padre Giordano e dai monaci  di Gerusalemme.

     Per questo,domenica scorsa 7 febbraio 2010, ci siamo ritrovati nella chiesa di San Paolo a condividere la giornata con loro nella preghiera e nella meditazione della Parola.

E’ davvero un dono grande poter mantenere nel tempo questa amicizia e questa unità nella preghiera!

Le nostre fraternità di laici,n ella diversità del cammino, riconoscono nella preghiera di intercessione e lode nella città proposto dal nostro fondatore Pierre-Marie, lo stesso tipo di vocazione e quindi è una grande gioia ritrovarsi e condividere  attraverso le meditazioni,  le risonanze,le preghiere fraternamente scambiate nell’adorazione eucaristica, la gioia dell’Amore che il Signore ci dona e che desideriamo partecipare al nostro prossimo.

Essersi ritrovati anche quest’anno con Manola, Gabriella, Alda, Laura ed altri amici che abbiamo conosciuto all’inizio di un cammino di un piccolo gruppo di laici e vedere che è diventato molto più numeroso, come più numeroso è il gruppo dei fratelli monaci che lo sostiene, ci ha fatto sussultare il cuore di gioia e meraviglia per quanto opera il Signore ........aver rinnovato  l’esperienza di preghiera condivisa in modo intimo e profondo nell’adorazione eucaristica e nella meditazione della “lectio divina” che padre Alessio Maria  ci ha proposto nel pomeriggio sul passo del “Figliol prodigo”(Lc 15,11-32) ci ha confermato  nell’unione fraterna; aver sperimentato la grande affettuosità della loro accoglienza ci ha colmato il cuore di gioia e gratitudine.

Sia lode al Signore !

 

Due momenti forti delle Fraternità: X° anniversario e ritiro a Trinità dei Monti - di Giuseppina (FEG Immacolata) - 14 gennaio 2010

 

     Immersi nel periodo dell’Avvento e poi nel clima della festa del Natale ci siamo forse un po’ dimenticati di  ricordare con sollecitudine  due  bei momenti che ci sono stati regalati dal Signore: il 29 novembre,l a domenica in cui abbiamo festeggiato, come un “compleanno”, i dieci anni di vita delle nostre fraternità evangeliche, e i giorni 12 e 13 dicembre a Trinità dei Monti, piccolo ritiro guidato da sr.Agnewska delle fraternità monastiche, nel tempo dell’Avvento.

     Per coloro che non sono potuti venire ricordiamo che nella mattina del 29 novembre, dopo le lodi, nella cappella Pandolfini, si è svolto un incontro avviato da suor Sarah in cui si è voluto ricordare il clima di quel gruppo di laici che erano convenuti alla Badia nel lontano 1998, laici, in parte attirati dalle liturgie a Saint-Gervaise (Parigi), in parte dal “Libro di Vita”, già pubblicato. Questi laici, circa una trentina, erano desiderosi di affiancarsi alle fraternità monastiche e di avviare un cammino spirituale. Si è ricordato come nel clima di questa attesa,  i monaci, appena un anno dopo della loro permanenza in Firenze, in una condizione ancora precaria di ambientazione, furono solleciti  nel farsi guida e promotori di quelle che furono all’inizio tre fraternità, cui si aggiunse qualche anno dopo quella dell’Immacolata. Dopo  le parole cariche di suggestione di sr.Sarah, abbiamo ascoltato le testimonianze di alcuni amici: di Agnese, di Carmela, di Riccarda, di Marta, di Carla e Andrea, testimonianze che possiamo adesso leggere nella pagina “X° anniversario”, che rivelano la ricchezza,  nella diversità, dei doni che il Signore distribuisce a chi lo segue con docilità e fedeltà.

     A conclusione delle testimonianze, Leda ha presentato “Passi di Luce”, una piccola pubblicazione che consiste nella raccolta di un gruppo di insegnamenti, meditazioni e spiegazioni del Libro di Vita che i monaci ci hanno impartito nelle Domeniche con Dio, nei ritiri e nel Forum, che un gruppo di laici ha voluto trascrivere perché rimangano a testimonianza della carità dei monaci , della loro spiritualità, oltre che memoria e guida  per coloro che verranno dopo di noi.

     Nel pomeriggio, dopo l’ora di Adorazione, monsignor Timoty Verdon, prelato della Curia fiorentina, conoscitore di storia, esperto di storia dell’arte, autore di molte pubblicazioni che aiutano a capire i significati spirituali e religiosi nell’arte antica, promotore e artefice dell’organizzazione “Catechesi attraverso le opere d’arte”, ha intrattenuto quanti erano convenuti in chiesa (un gruppo davvero numeroso!) sulla storia della Badia e sulla spiegazione di alcune eminenti opere d’arte(tra breve potremo inserire anche la trascrizione di questa bella lezione).

  

     Nei giorni del 12 e 13 dicembre era stato organizzato a Trinità dei Monti un ritiro spirituale, preparato per noi e guidato da sr.Agnewska.

     Il ritiro, iniziato con la Santa Messa della mattina, è continuato  nel pomeriggio con una visita e spiegazione della storia della chiesa e del convento (1502-1592), fondazione voluta dal re di Francia per i frati minimi, dell’ordine di San Francesco di Paola .

     Sr.Agnewska si è soffermata sulla spiegazione di alcune opere d’arte conservate all’interno della chiesa e nel monastero, particolarmente adatte a spiegarci il clima spirituale ed intellettuale  di quel tempo.

     Dopo il Vespro e la cena abbiamo pregato la Compieta con tutti i monaci nella piccola cappellina  delle sorelle del Sacro Cuore, posta al piano superiore del convento, in un clima di grande pace ed intensità spirituale.

     Dopo le Lodi della domenica, sr.Agnewska, ci ha intrattenuto in una sala dell’edificio seicentesco posto sulla sommità del colle, sede dell’antica infermeria del convento, adesso  sede dell’ospitalità  per i laici,sul tema dell’Avvento, cioè su come  si è caratterizzato nel tempo questo periodo di preparazione al Natale, con  molti riferimenti ai mistici antichi.

     Nel pomeriggio,dopo la Santa Messa, abbiamo fatto una” lectio” personale sui testi della Santa Messa ed abbiamo condiviso in un momento successivo le nostre meditazioni e risonanza in un clima di fraternità ed amicizia. Dopo il Vespro, pregato nella cappellina del Sacro Cuore, siamo tornati a Firenze con il cuore grato al Signore che ci ha consentito di appartarsi dal rumore e dagli affanni quotidiani per prepararsi con più attenzione alla Sua venuta.

Lode al Signore!!

 

Pellegrinaggio Diocesano al Santuario della Madonna di Montenero - 15 maggio 2009

Flash di Stefania (FEG Assunta)

      Quello che mi è rimasto nel cuore del pellegrinaggio è stato il senso del sentirsi Chiesa Fiorentina. Il sentire forte la comunità che prega insieme, ciascuno singolarmente ma non isolatamente e in contemporanea una comunità di persone che non si conoscevano cementata dalla fede in Dio. La forte presenza della guida del nostro Arcivescovo Betori, del Vescovo Maniago, in una parola l’essere comunità dei credenti con i propri Pastori davanti a Dio. Ciascuno di noi ha deposto ai piedi di Maria ciò che aveva nel cuore. Abbiamo goduto dell’ospitalità di Maria Teresa della F.E.G. Assunta per il  pranzo che ha costituito un momento molto bello di unione tra di noi . Questo ci ha permesso di poter approfittare del tempo disponibile per la preghiera personale nel dopo pranzo, in attesa di cantare i Vespri tutti insieme a conclusione della giornata. E’ fonte di meraviglia e di rendimento di grazie il vedere come veramente “Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga", eravamo persone diverse con storie diverse e Dio ci ha fatti diventare Suo popolo.

 

Il pellegrinaggio delle Fraternità Evangeliche di Gerusalemme, 28-29 marzo 2009,“Sulle orme dell’apostolo Paolo a Roma”

 

Flash di Riccarda (FEG Immacolata)

Due giorni, nel tempo della Quaresima, per meditare sulla conversione di Paolo,

sulla Carità, essenza della vita cristiana personale e comunitaria,

sulla diversità dei doni e dei carismi dello Spirito “per l’utilità comune”,

nei luoghi che videro la predicazione di Paolo, “in catene”,

per annunziare la Resurrezione di Cristo, cuore del kerygma.

 

Un percorso lungo le vie della città, tra la folla del sabato,

alla ricerca di chiese poco note

e la sorpresa di trovarvi poi tante persone, giovani e meno giovani,

come un fiume carsico, invisibile in superficie

eppure sovrabbondante.

Nei luoghi del martirio e della sepoltura, frequentati da secoli dai pellegrini,

diventa tangibile la tradizione della fede e l’universalità della Chiesa.

 

Alcune perle.

L’accoglienza dei fratelli e delle sorelle di Gerusalemme a Trinità dei Monti,

all’inizio del pellegrinaggio,

nella liturgia celebrata in lingua italiana per noi e

nella gioia dell’incontro fraterno.

Una sosta di adorazione presso la chiesa delle Piccole Sorelle di Gesù

alle Tre Fontane.

La “Preghiera di abbandono” di fratel Charles de Foucauld

e le parole del vangelo, appena ascoltate nella celebrazione eucaristica,

diventano canto: “Se il chicco di grano, caduto in terra, muore

porta molto frutto per la vita eterna”.

 

Solo un piccolo gruppo, di persone diverse:

delle fraternità evangeliche, della fraternità dei giovani, del Lieto Annuncio, familiari e membri della Comunità Eucaristica della Badia.

Un vento forte ci accompagna per buona parte della domenica,

“un vento leggero” continua a soffiare, impercettibile,

ogni giorno e crea cose nuove.

 

Flash di Giuseppina (FEG Immacolata)

    Il piccolo pellegrinaggio che abbiamo compiuto a Roma il 28 e 29 marzo scorso sulle orme dei luoghi di San Paolo è stato un dono prezioso che il Signore ci ha fatto: lode e grazie a Lui!!!...

    E’ stata una piccola e prima esperienza di noi laici, senza la presenza di un religioso.......

    Prima della partenza era percepibile un diffuso timore che si potesse trattare di una gita tra di noi, piacevole anche.... , ma non di un’esperienza di vera preghiera. Quanti siamo? siamo pochi... siamo un po’ sparpagliati...a lcuni partono il sabato mattina... qualcuno arriva la sera del sabato... qualcuno la domenica mattina....Mah!!

    Ma poi tutto è diventato così bello, così spiritualmente intenso ed è stato per me come se i nostri cari monaci e le nostre care sorelle monache fossero proprio con noi!!! Signore ci ha davvero accompagnati, protetti, guidati....Il Signore, che già si era fatto presente prima mettendoci in animo questo desiderio di pellegrinaggio, poi con il discreto intervento di suor Sarah, che una mattina mi aveva chiamata e mi aveva dato un po’ di materiale e di indicazioni per uno strumento di lettura che discretamente ci accompagnasse e ci aiutasse per la preghiera, qualcosa che ci unisse tra di noi .....

    Sono arrivata con due amiche della fraternità la domenica mattina e il luogo santo delle Tre Fontane ha invaso il nostro animo e ci ha immerse subito in un’atmosfera particolare...: la conclusione della liturgia dei monaci trappisti nell‘antichissima abbazia cistercense, così suggestiva nella sua essenziale e stupenda monumentalità, e poi l’incontro affettuoso con le amiche che venivano da Trinità dei Monti, la Santa Messa sul luogo del martirio dell’apostolo Paolo!!! Quanta sofferenza!!! Quanti martiri!! Più di diecimila...!!! Più tardi la visita alle piccole sorelle di Charles de Foucauld, quel tempo di adorazione nella loro particolare chiesa in legno: com’è stato bello!!!..... poi una sorella ci ha introdotte alla piccola celletta dove sono custoditi i ricordi di fratello Carlo: che emozione osservare gli oggetti che lui ha costruito, la tunica che ha indossato,l eggere alcuni suoi scritti....!!

    Nel pomeriggio la visita a San Paolo fuori le mura: le nostre preghiere, le riflessioni sulla sua tomba ed il vespro con i monaci benedettini in quello spazio ricco, monumentale, antico....quanta storia!! Quante persone, quanti animi hanno pregato, sospirato, pianto, invocato, ringraziato, lodato il Signore!!!

    E’ stata un’esperienza intensa, un’esperienza vera di fraternità, un desiderio condiviso di essere andate là a pregare proprio e solo per San Paolo, di sentirsi anche noi, piccolissimo gruppo parte di tutta la Chiesa che quest’anno ricorda l’apostolo delle genti..., un’affinità d’animo e d’intenti...Sia lodato il Signore!!!!

 

Flash di Paolina (FEG Nicopeia)

“Ma la parola di Dio non è incatenata”

 

Ciò che più mi è rimasto impresso di questo pellegrinaggio è la cripta della Chiesa S. Maria in Via Lata: costituisce la dimora in cui avrebbe vissuto San Paolo nel suo secondo soggiorno romano, ormai incatenato, prima del suo martirio.

Sembra che il Tempo abbia voluto custodire questo luogo nelle viscere della terra, per salvaguardare ai posteri solo l’essenziale, che spesso “rimane invisibile agli occhi”. La povertà apparente del posto conserva un messaggio prezioso. A rendere testimonianza del passaggio di Paolo e della sua presenza è rimasta una colonna che porta impressa un passo dalla Seconda Lettera a Timoteo:

 

“Verbum Domini non est alligatum – Ma la parola di Dio non è incatenata”. (2Tm 2,9)

 

…un’affermazione che rende le catene a cui l’antico fariseo era stato legato vane. Il soffio dello Spirito lo portava a sopportare le sofferenze di cui il suo corpo era stato caricato.

 

Nel cuore di quest’ambiente santo, c’è inoltre un pozzo la cui acqua è ancora limpida, come a ricordare le parole di Gesù alla Samaritana:

 

“… chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna”. (Gv 4,14)

 

La tradizione vuole che sia stata la preghiera di Paolo a far scaturire questa fonte, a cui i fedeli hanno attinto per molto tempo.

 

Oltrepassato il pozzo, c’è ancora un altro ambiente in cui si trova un altare e sopra questo un rilievo realizzato da Cosimo Fancelli a metà del 1600, raffigurante le due colonne della Chiesa, Pietro e Paolo, ma anche Luca (accanto alla figura del toro) e San Marziale (che dovrebbe essere la guardia che teneva sotto custodia Paolo e che si era convertito al cristianesimo). Quest’opera trova giustificazione nella tradizione che vuole che questo luogo fosse la dimora di San Luca, che qui avrebbe addirittura scritto gli Atti degli Apostoli,  e che anche San Pietro ci abbia vissuto quando era di passaggio a Roma, e qualcuno aggiunge persino che ci sia stato San Giovanni. 

 

E ora ci siamo stati pure noi

 

…sulle orme di San Paolo, in occasione dell’anno paolino, per lo stesso motivo che ci spinge, o che ci dovrebbe spingere, a fare un pellegrinaggio qualsiasi e che dovrebbe essere Il Motivo del Pellegrinaggio della nostra vita, ossia per conoscere meglio Gesù, il Cristo, e fare un piccolissimo passo verso quel Dio Trinitario che, se da un lato ci sarà sempre lontano e misterioso, prende dimora nell’intimo dei nostri cuori…per percorrere l’unica Via che vale la pena essere percorsa, per scoprire l’unica Verità che vale la pena essere proclamata e per vivere l’unica Vita che vale la pena essere vissuta.

 

“Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”. (Gal 2,20) 

 

 

 

 

    torna alla pagina iniziale               @ per informazioni      

       A maggior Gloria del Signore